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Avvento
Toblach Dobbiaco Hochpustertal Alta Pusteria Dolomiten Dolomiti Dolomites Südtirol Alto Adige South Tyrol Italien Italia ItalyL’ anno ecclesiastico inizia con l’ avvento. Nelle chiese e nelle case si usa fare la corona dell’ avvento: un serto di rametti di abete bianco intrecciati, con inserite quattro candele, simbolo delle quattro domeniche precedenti il Natale; tre sono viola, colore della penitenza, ed una rosa, per la terza domenica detta “Gaudente”. Ogni domenica si accende una candela in più; la luce di Cristo aumenta all’ approssimarsi della sua nascita.
Ogni mattina dell’ avvento, di solito alle sei, si tiene una messa speciale, con canti prenatalizi, detta dalla prima parola dell’ introito “Rorate”.
    
Il Natale
La tipica usanza natalizia tirolese è il presepio. Si può dire che non c’è casa, in cui non venga allestito un presepio. Le figurine sono di regola intagliate in legno, spesso dai familiari stessi durante l’ avvento; si costruisce il paesaggio e la capanna o grotta con radici, cortecce, sassi, muschio ed erbe, sovente artisticamente. Notissime sono le statuine della Val Gardena; in Val di Sesto in alcuni masi il presepio occupa quasi tutta la stube e richiede un lungo e amoroso lavoro: è popoplato di numerosi pastori, di greggi, di personaggi ed animali di ogni genere, ai quali si aggiungono all’ Epifania i Re Magi con i loro servi e cammelli, deliziando i bambini.
La sera del 24 dicembre è santa. Ogni valle ed ogni paese ha le sue usanze particolari ed i suoi piatti tradizionali. Quando si fa buio, si benedice la famiglia e la casa. Il padre prende un padellino, lo riempie di brace, vi sparge sopra l’ incenso e, seguito dai familiari oranti, gira per tutti i locali fumigando per scacciarne gli spiriti del male e di invocare la protezione degli spiriti del bene; bisogna poi fare all’ esterno il giro della casa incensandola e fumigare anche la stalla.
Di solito alle 23 inizia la messa solenne di mezzanotte.
La sera di San Silvestro, ultimo giorno dell’ anno, è la seconda notte del fumo, si ripete la cerimonia vista a Natale per incensare la casa e la stalla.
La terza notte del fumo è quella precedente l’ Epifania, e si ripete il rito della fumigazione con incenso.
Si è ripresa ovunque la bella usanza dei Re Magi: tre ragazzi o ragazze vestiti da Re Magi, con mantello di seta e corona dorata in testa, con un’ asta sormontata da una stella, passando di casa in casa, anche nelle città; cantano una breve rima augurale e chiedono un’ offerta, di solito per le missioni.
Sulla porta della casa scrivono con gesso l’ anno corrente e le lettere C+M+B ("Casa Meam Benedica"). 
Nel Tirolo non si conosce la Befana; i doni li portano San Nicolò e Gesù Bambino.
  
Quaresima
Il ciclo di Pasqua inizia con il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di quaresima. Ancora oggigiorno molti vanno in chiesa a ricevere sul capo il segno della penitenza e l’ ammonimento.
In passato bisognava davvero astenersi dal mangiare carne e persino digiunare per 40 giorni. Inoltre era obbligatorio andare a confessarsi.
Durante la quaresima si usa ancora qua e là pregare la Via Crucis; i quadretti con le 14 stazioni si trovano in tutte le chiese.
    
La settimana santa
La domenica delle Palme si va alla benedizione dei ramoscelli di ulivo (o di salice e di altre piante), portandoli nella processione. I rametti si collocano poi nell’ angolo del Cristo; in certe località i rami, fissati a lunghe stanghe, si collocano nell’ orto davanti alla casa o sul colmo del tette.
La settimana sana è veramente tale; si prega la Via Crucis, si espone in diversi paesi il Santissimo per le quarant’ ore e le frazioni a turno mandano i loro delegati a venerare il Signore.
Il giovedì santo viene concluso alla sera con una messe solenne.
Il venerdì santo le campane tacciono, sostituite dalle raganelle e battole, strumenti di legno con ruote dentate che annunciano le funzioni facendo un particolare fracasso. Il venerdì santo molti osservano ancora il digiuno e specialmente l’ astinenza della carne; ora la funzione si fa di solito alle tre del pomeriggio, ora della morte in croce del Redentore.
Alla fine si depone la salma di Gesù (o un crocifisso) nel sepolcro.
Il sabato santo la benedizione del fuoco rievoca riti pagani; col fuoco sacro si accendono le singole candele portate dai fedeli entro un lanternino, affinché non si spegnano tornando a casa, ove si accendono altre candele.
   
Pasqua
La domenica di Pasqua è festa solenne e si benedicono i cibi. Le massaie depongono davanti all’ altare un cestino con uova, burro, speck, cren, dolci, erbe aromatiche, cibi che vengono benedetti e si mangiano come antipasto a pranzo.
L’ uovo è una antichissimo simbolo della rinascita alla vita e per il cristianesimo simbolo di Cristo che risorge dal chiuso del sepolcro.
A Pasqua si usa regalare ai bambini uova sode colorate in vari modi; il metodo tradizionale è quello di avvolgerle in pezzuole insieme a spoglie di cipolle e varie erbe, ottenendone piccole opere d’ arte astratta, dipinte vivacemente. Per i più piccoli le si fanno cercare nell’ orto o sul prato, fra ciuffi d’erba, dicendo che vi sono state deposte e nascoste dal coniglietto di Pasqua. I ragazzi giocano a battere l’ uovo; uno tiene un uovo passivo stretto nel palmo della mano facendo spuntare solo un polo; l’ altro lo picchietta con la punta del suo uovo attivo; l’ uovo che resta intatto vince, e quello ammaccato è perduto e passa all’ avversario.
   
Processioni
Frequentissime sono le processioni, alcune solenni e grandiose, altre antiche e caratteristiche, molte minori e di tradizione locale. Queste processioni non sono manifestazioni folcloristiche, ma espressione di intima e genuina convinzione religiosa.
Tanti partecipano, indossando i tipici costumi tradizionali; le varie associazioni sfilano portando a spalla la statua del patrono: gli scolari con l’ Angelo Custode, i giovani con San Luigi, gli uomini con San Giuseppe, le ragazze con l’ Immacolata o con santa Notburga, le donne con Sant’ Anna; ma ogni paese ha statue particolari.
Mentre la campane suonano a distesa, il corteo si svolge attraverso la campagna fra preghiere, canti e musiche della banda. Spiccano gli enormi gonfaloni multicolori. Sfilano gli Schützen, la banda, i chierichetti, il clero. Il parroco procede con in mano l’ ostensorio del Santissimo sotto il baldacchino retto da quattro uomini.
Ai quattro altari si intona un inno; il diacono canta l’ inizio di uno delle quattro vangeli ed il celebrante impartisce la benedizione.
   
Schützen e costumi
Toblach Dobbiaco Hochpustertal Alta Pusteria Dolomiten Dolomiti Dolomites Südtirol Alto Adige South Tyrol Italien Italia Italy Il 20 febbraio ricorre l’ anniversario della morte di Andreas Hofer della Val Passiria, fatto fucilare da Napoleone a Mantova nel 1810, perché aveva osato far sollevare i tirolesi contro le sue truppe. Gli Schützen, istituiti nel 1511 per difendere i propri paesi, formano nel Sudtirolo più di 70 compagnie storiche e commemorano l’ eroe della libertà con sfilate, con messe e cerimonie presso i monumenti dell’ eroe o quelli per i caduti di tutte le guerre. 
Per lo più hanno piume di gallo forcello sul copricapo, giubba marrone, gilè rosso, brache di pelle alla zuava, calzettoni bianchi, scarpe con fibbie.
Sono preceduti dalla bandiera e da graziose vivandiere.
Il Sudtirolo vanta la maggior varietà di costumi dell’ intero arco alpino, più di cento fogge diverse e variopinte, anche se simili. Le differenze caratteristiche delle valli e dei paesi risultano per le donne dal cappello e dal corsetto, per gli uomini dal cappello e dalla giubba.
   
Mercati
I più famosi mercati di bestiame sono quelli di San Bartolomeo (24 agosto) a Pemmern sopra Klobenstein-Collabo del Ritten-Renon e quello di Stegen-Stegona presso Bruneck-Brunico il 26 ottobre: ivi il mercato continua nei due giorni seguenti per le altre merci e vi conviene la popolazione rurale da vasto raggio.
    
Autunno
Verso San Michele (29 settembre) avviene il ritorno del bestiame dagli alpeggi, una gran festa per il paese. I bovini strigliati ed ornati procedono in fila indiana; apre la sfilata la mucca guidatola, infiocchettata con nastri, globi di vetro colorato, fiori freschi e di metallo, che formano una grande corona fra le corna; al collo porta un largo cinturone con grossa campana. Anche gli altri animali hanno campanacci che formano un singolare concerto.
    
Kirchtag
Toblach Dobbiaco Hochpustertal Alta Pusteria Dolomiten Dolomiti Dolomites Südtirol Alto Adige South Tyrol Italien Italia ItalyIn autunno, in date diverse a seconda dei paesi, in Val Pusteria si usa ancora qua e là innalzare la vigilia di una domenica alla sera il “Kirchtagmichl”, un pupazzo di paglia vestito in costume e chiamato Michelaccio, fissato alla cima di un lungo tronco. I giovanotti stanno pio di guardia tutta la notte, perché sarebbe una vergogna lasciarsi rubare il Michelaccio da quelli di un altro paese. Il giorno dopo il fantoccio, che tiene nella destra un Krapfen e nella sinistra una bottiglia di vino, viene venduto.
   
Törggelen
È rimasta molto in voga nelle zone vitivinicole l’ usanza sudtirolese del „Törggelen“, della scampagnata al torchio, ai masi con la frasca, ove si possono gustare il mosto ed il vino novello, prodotto in proprio all’ antica. Ora nel tardo autunno si va spesso anche nelle osterie di campagna, per assaggiare e giudicare la bontà del vino nuovo d’ annata. Se partecipa qualcuno che suona la fisarmonica o la cetra, aumentano ancora l’ allegria e l’ atmosfera festaiola.
   
Toblach Dobbiaco Hochpustertal Alta Pusteria Dolomiten Dolomiti Dolomites Südtirol Alto Adige South Tyrol Italien Italia ItalyMercatini di Natale
In Avvento e fino alla vigilia di Natale attirano numerosi visitatori, anche da lontano, i caratteristici mercatini di Natale, sorti recentemente in centro a Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico, ove si ammirano e comprano molti prodotti originali dell’ artigianato locale in legno, vetro, stoffe, cera, ecc.
   
Corteo di Krampus e San Nicolò
Toblach Dobbiaco Hochpustertal Alta Pusteria Dolomiten Dolomiti Dolomites Südtirol Alto Adige South Tyrol Italien Italia ItalyLa sera del 5 dicembre, vigilia di San Nicolò, è (o piuttosto era) per i bambini un incubo: circolavano molti diavoli orribili, cornuti e muniti di verghe e catene, per castigare le marachelle e birbanterie dei piccoli.
Il giorno di San Nicolò, 6 dicembre, è bensì immancabile il “Krampus”, ma poi intervengono anche gli angeli che accompagnano il santo e tengono a debita distanza il diavolo minaccioso.
Vestito da vescovo con barba, mitra e pastorale, San Nicolò entra nella stube, e legge su un librone i peccati dei bambini, ammonendoli a diventare più bravi; infine distribuisce gli agognati regali.
    
A tutti quelli che ne vogliono sapere di più sugli usi e costumi tirolesi consigliamo il libro: “Usanze del Sudtirolo“, scritto da Giuseppe Richebuono, Casa Editrice Athesia.
Anche noi abbiamo prese le nostre informazioni da questo libro.
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